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20-3-2017

Triossido di cromo: due articoli da non perdere

Come è noto, il CTACSub è un consorzio di 7 aziende tra importatori e formulatori che ha presentato delle richieste "per gli usi propri e per gli usi per i quali egli intende immettere la sostanza sul mercato". In pratica tutte - ma proprio tutte (a meno che non abbiano presentato una propria richiesta) - le aziende galvaniche che utilizzano triossido di cromo dipendono dall'esito delle richieste del CTACSub.

Nell'attesa che la Commissione Europea decida in merito a queste richieste di autorizzazione può essere istruttivo dare un'occhiata a due articoli pubblicati recentemente dalla rivista TRATTAMENTI E FINITURE (edita da Tecniche Nuove SpA, Milano) nelle pagine delle notizie da ECOMETAL.

Il primo articolo, che è stato pubblicato nel numero di dicembre 2016 e può essere consultato on-line alle pagine da 16 a 20 della rivista collegandosi al sito di TRATTAMENTI E FINITURE (fare click qui per collegarsi ), commenta analiticamente il parere tecnico espresso sulle richieste di autorizzazione dall'Agenzia Europea per le Sostanze Chimiche (ECHA). Secondo l'ECHA le autorizzazioni possono essere rilasciate ma con un periodo di revisione di soli 4 o 7 anni (che è ben più breve di quanto richiesto) e a pesanti condizioni. Nell'articolo si sostiene che la riduzione del periodo di revisione non ha motivazioni tecniche ma da un lato risponde sostanzialmente a una esigenza di autotutela dell'ente nei confronti di possibili contestazioni e dall'altro palesa la incapacità dell'ente a gestire una richiesta così complessa.

Il secondo articolo è stato invece pubblicato nel numero di febbraio 2017 e può essere consultato on-line alle pagine da 18 a 22 della rivista (fare click qui per collegarsi). L'articolo traduce e commenta le pesanti condizioni poste dall'ECHA per il rilascio delle autorizzazioni e vien da dubitare che, a queste condizioni, il CTACSub intenda darsi da fare per chiedere il rinnovo delle autorizzazioni.

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