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9-1-2017

Il solfato di nichel verso limiti di esposizione europei

Quando l'Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA),o altra autorità che ne ha titolo, riconosce che dall'utilizzo di una sostanza pericolosa potrebbe derivare una certa preoccupazione, può intraprendere varie attività per chiarire tale preoccupazione e decidere se adottare o meno misure di regolamentazione. L'analisi della Opzione della Gestione del Rischio (comunemente nota con l'acronimo RMOA) ha proprio per obiettivo aiutare ECHA e le autorità competenti a decidere se per la gestione del rischio connesso all'uso di tale sostanza sono necessarie ulteriori attività normative e identificare gli strumenti più appropriati per affrontare la preoccupazione. Una RMOA può concludersi con la raccomandazione di applicare gli strumenti normativi previsti dal REACH o dal CLP o da altra legislazione ma può anche arrivare alla conclusione che non è necessario nessun provvedimento.

L'Agenzia francese per l'alimentazione, l'ambiente e la salute e sicurezza sul lavoro (ANSES) ha condotto per conto del Governo Francese le RMOA del solfato di nichel e del dell'ossido di nichel e nel luglio del 2014 ha pubblicato i risultati delle sue analisi. Il Governo francese ha sostanzialmente recepito tali risultati e i suoi documenti conclusivi, datati agosto 2016, sono stati recentemente resi di pubblico dominio dall'ECHA nel suo sito web
Le conclusioni alle quali giunge il Governo francese non si applicano solo al solfato di nichel (numero CAS 7786-81-4) e all'ossido di nichel (numero CAS 1313-99-1 e 11099-02-8) ma a tutti i 26composti di nichel finora registrati.
Il Governo francese ritiene che i composti di nichel debbano essere sottoposti a un provvedimento legislativo di regolamentazione e individua tale provvedimento in un limite di esposizione professionale cogente a livello dell'Unione Europea pari a 0,01 mg Ni/m3, da stabilire nell'ambito della Direttiva 2004/37/CE sulla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un'esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni durante il lavoro.

Il Governo francese raccomanda infine alla Commissione Europea di stabilire entro il 2017 un limite di esposizione professionale per tutti i composti di nichel classificati come sostanze cancerogene, mutagene o tossiche per la riproduzione di tipo 1A (i cui effetti sull'uomo sono accertati) e 1B (i cui effetti sull'uomo sono presunti) pari a 0,01 mg/m3 per la frazione inalabile (polveri di dimensioni inferiori a 10 micron che penetrano nel tratto superiore dell'apparato respiratorio) e a 0,005 mg/m3 per la frazione respirabile (polveri di dimensioni inferiori a 2,5 micron che penetrano nel tratto inferiore dell'apparato respiratorio cioè trachea e alveoli polmonari).

Per quanto le conclusioni del Governo francese non siano legalmente vincolanti è certamente una buona notizia che la RMOA escluda i composti di nichel dal nefasto percorso dell'Autorizzazione.

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